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Dolore cervicale

Il dolore cervicale è un disturbo molto comune. Si stima che una percentuale che varia dal 22% al 70% della popolazione generale abbia sofferto di dolore cervicale almeno una volta nella propria vita e che, in ogni dato momento, dal 10% al 20% della popolazione accusi cervicalgia, mentre il 54% degli individui ha sofferto di dolore cervicale negli ultimi 6 mesi. La prevalenza di dolore cervicale aumenta con l’età e raggiunge la massima frequenza nelle donne tra i 50 e i 60 anni.

Anche se la storia naturale della malattia è il più delle volte favorevole, le percentuali di recidiva e di cronicizzazione sono alte.

 

DOLORE CERVICALE: CAUSE E RIMEDI

Le cause di dolore cervicale possono essere molteplici. Tutte le strutture anatomiche possono essere fonte di dolore, per patologie di tipo degenerativo ma anche traumatico, infiammatorio o neoplastico. Inoltre alcune patologie dei distretti anatomici vicini, come quello cerebrale, cranio facciale o toracico, possono in alcune circostanze provocare dolore cervicale. Prima di pensare al trattamento del dolore in questa sede è quindi necessario procedere ad un inquadramento diagnostico preciso.

I fattori principali di cui tenere conto nell’esame di un paziente con dolore cervicale sono la presenza o meno di limitazione del movimento, la presenza o meno di cefalea, la storia di trauma recente e l’eventuale irradiazione del dolore agli arti superiori.

In base a questa classificazione potremo pertanto parlare di dolore cervicale con deficit di motilità, dolore cervicale con disturbi della coordinazione dei movimenti (colpo di frusta cervicale), dolore cervicale con cefalea (mal di testa cervicogenico), dolore cervicale con irradiazione radicolare.

 

DOLORE CERVICALE CON DEFICIT DI MOTILITÀ

Si tratta in genere di un dolore centrale o monolaterale, che viene acutizzato dai movimenti del collo e che provoca di conseguenza una limitazione della sua motilità. In genere non si irradia agli arti superiori, ma in alcuni casi può estendersi verso le spalle (dolore riferito). Clinicamente si osserva di solito una limitata motilità attiva e passiva del collo, con dolore nelle posizioni estreme.

Questo tipo di dolore è solitamente di tipo muscolare. Se non sono presenti segni neurologici e il dolore non si irradia agli arti generalmente non sono indicati particolari accertamenti radiologici.

La terapia, oltre che sull’uso di farmaci analgesici, si basa principalmente sulla fisioterapia, che ha lo scopo di ripristinare la normale motilità dei segmenti vertebrali, potenziare la muscolatura, migliorare la postura e la coordinazione muscolare e promuovere uno stile di vita attivo.

 

DOLORE CERVICALE CON DISTURBI DELLA COORDINAZIONE

Questo tipo di dolore solitamente compare in seguito ad un trauma distorsivo della colonna cervicale, come il cosiddetto “colpo di frusta”.

Anche in questo caso il dolore solitamente non si irradia agli arti superiori, ma può essere riferito alle spalle o al cingolo scapolare ed è spesso associato a sintomi aspecifici come nausea, vertigini, cefalea, difficoltà a concentrarsi, ipersensibilità agli stimoli e ad una forte componente emotiva.

Gli accertamenti radiologici, dalla semplice radiografia alla risonanza magnetica, sono indicati in caso di trauma di una certa entità per escludere lesioni traumatiche della colonna come fratture, lussazioni o ernie discali traumatiche.

Anche se i sintomi associati a questo tipo di dolore possono essere molto invalidanti, nella grande maggioranza dei casi si può ottenere il recupero completo nell’arco di 2-3 mesi.

L’uso di un collare cervicale morbido può aiutare a ridurre i sintomi, ma dovrebbe essere limitato il più possibile per prevenire l’indebolimento della muscolatura. Il paziente dovrebbe essere rassicurato e incoraggiato a riprendere il prima possibile le attività che svolgeva prima dell’episodio traumatico.

La fisioterapia ha un ruolo fondamentale nel trattamento di questo tipo di dolore. Le tecniche adottate comprendono la terapia manuale, gli esercizi di potenziamento, di resistenza, di flessibilità, la rieducazione posturale, la coordinazione, l’esercizio aerobico.

Per il controllo del dolore, oltre alla terapia farmacologica, spesso sono di grande utilità le infiltrazioni ecoguidate delle articolazioni zigoapofisarie.

 

DOLORE CERVICALE CON CEFALEA

Si tratta di un dolore cervicale non continuo, solitamente unilaterale, che si associa a mal di testa e che spesso è scatenato o aggravato dai movimenti del collo, ma soprattutto dal mantenimento per lungo tempo di alcune posizioni o posture forzate. Si tratta di un dolore di tipo miofasciale, che origina cioè dai muscoli e dalle fasce muscolari della nuca e del collo.

Gli esami radiologici in genere sono normali, o possono mostrare alterazioni degenerative che in genere non sono immediatamente correlate con i sintomi.

Il trattamento di questa condizione, oltre ai farmaci sintomatici come gli antiinfiammatori, prevede la fisioterapia volta alla corretta mobilizzazione del rachide cervicale, la terapia manuale per la rieducazione del movimento, gli esercizi di potenziamento e di resistenza muscolare e le tecniche di biofeedback.

 

DOLORE CERVICALE CON IRRADIAZIONE RADICOLARE

Si tratta della forma di dolore cervicale che riguarda più da vicino il neurochirurgo e l’esperto in medicina del dolore.

Il dolore in genere è continuo, spesso di notevole intensità, e si irradia all’arto superiore lungo il territorio di distribuzione di una delle radici nervose che compongono il plesso brachiale. Questo tipo di dolore, analogo alla sciatica per l’arto inferiore, prende il nome di brachialgia o, se coinvolge anche il collo, cervicobrachialgia. A seconda dei casi il dolore si può associare a disturbi sensitivi, parestesie tipo formicolio o anche diminuzione di forza nel territorio radicolare interessato.

In caso di dolore cervicale con irradiazione radicolare è necessario procedere all’inquadramento diagnostico con un esame neuroradiologico. L’esame dotato di maggior sensibilità e specificità è la risonanza magnetica, che andrebbe eseguita in tutti i casi in cui non sia controindicata (ad esempio in presenza di pacemaker cardiaco o in caso di claustrofobia invincibile).

La risonanza magnetica può rivelare la presenza di stenosi del canale e di compressione delle strutture nervose, in genere ad opera di patologie degenerative (ernia del disco, osteofiti, stenosi del canale ecc.) ma talvolta anche di natura tumorale o infettiva.

Una volta escluse le cause neoplastiche o infettive che richiedono un approccio terapeutico specifico, la terapia del dolore cervicale con irradiazione radicolare si basa in prima battuta sul riposo funzionale e sull’uso di farmaci antiinfiammatori. Anche l’uso di un collare per alcuni giorni può essere efficace. In caso di insuccesso della terapia farmacologica per via generale, un’arma terapeutica molto efficace sono le infiltrazioni foraminali selettive ecoguidate, che consentono di trattare selettivamente la radice interessata.

La terapia chirurgica si riserva solitamente ai casi in cui il dolore non risponde alle terapie conservative oppure sono presenti deficit neurologici o compromissione midollare.

La terapia fisica in genere non è indicata in fase acuta, se non per una cauta mobilizzazione del collo, mentre una volta attenuatasi la sintomatologia dolorosa è di aiuto nella rieducazione della postura e del movimento.